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FRANÇOIS BONJOUR " OPERE 2009 " 12 SETTEMBRE - 30 OTTOBRE
"SCRITTURA CON SFONDO" TM su tela cm 100 x 150 2009
Le città di François Bonjour hanno bisogno di nomi speciali. Perché non sono
città come tutte le altre. Sono città tanto particolari che non ci stupiremmo di
trovarle indicate, con la calligrafia ampia di un bel corsivo dalle lunghe aste,
nell'atlante del Kublai Kan; quello su cui, proprio nel racconto di Calvino, il
potente re dei Mongoli si chinava strizzando gli occhi per seguire le tappe del
viaggio di Marco Polo e ascoltare i suoi racconti ambientati nelle scenografie
fantastiche del Milione. Fantastiche, atemporali, ma allo stesso modo
incredibilmente prossime, per la riflessione sul destino della città moderna
nascosta in ciascuna di esse. Le Città invisibili di Calvino
rappresentano infatti il volto trasognato delle città invivibili del
mondo reale, esattamente come le città di Bonjour, con i loro gorghi di parole,
di caos, babele di linguaggi, suoni, colori, atmosfere multietniche, celano
tutti i problemi della metropoli contemporanea e della incomunicabilità che la
abita. Tratto da "Le città parlanti" di Chiara Gatti. °°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°° From "The talking cities" by Chiara Gatti. François Bonjour's cities need special names because they're not like any
others. They are so particular that one would not be at all surprised to find
them marked out in a calligraphy of wide and beautiful handwritten strokes on
Kublai Khan's atlas; the atlas that, precisely in Calvino's story, the mighty
Emperor of the Mongols lent over, with his eyes squinted, to trace the stages of
Marco Polo's journey and who listened to the stories set in the fantastic scenes
of "The Million". François Bonjour, born in Cham (Zugo) in 1948. Catalogue at the gallery.
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COMUNICATO STAMPA ARTISTA: FRANÇOIS BONJOUR Bonjour usa una gamma ridottissima di colori stesi su fondi bianchi, ocra, neri: i neri delle scritture, i rossi delle fiammelle, gli azzurri del cielo. Colori essenziali che, come li usa l’artista, si moltiplicano in accordi sontuosi. Accordi che sono colore, ritmo, gesto: musica, fluire del tempo. Un iter che parte dal messaggio-partitura, si articola in grata, diventa libro, poi impalcatura ed edificio, si frantuma in "residui" (di altre situazioni) ricomponendosi in un nuovo libro dove il presente si sovrappone al passato, come sui vecchi codici riutilizzati. La "finestra", invece, che é punto d’arrivo, a volte può essere il cannocchiale che punta su un infinito che interroga. Con altre parole, si può dire che il lavoro di Bonjour cela una serie di messaggi occulti che si articolano sulla pagina, creano un flusso sonoro, fanno sorgere una voce, non individuabile, ma presente e suadente che richiama visioni riconoscibili di umanità (camere sovrapposte, tracce di vita) o di mondo visibile (paesaggio), riprendono l’illusionismo scenico. Tutto é libro, ci ha insegnato J.L. Borges. Un libro di cui s’é persa la chiave di lettura. Pittura di mistero, dunque, intrigante come l’ascolto di un discorso in una lingua che non si conosce, enunciato da una voce straordinariamente bella, ritmata, dal suono profondo in cui si accendono squarci di conoscenza suscitati da inattesi, o sottesi, enunciati simbolici. Tratto da "Messaggi dall’infinito" di Walter Schönenberger, Siacco di Povoletto, 4 agosto 2006. François Bonjour é nato a Cham (Zugo) nel 1948. PER RICEVERE I NOSTRI INVITI TRAMITE POSTA ELETTRONICA, VI PREGHIAMO DI COMUNICARCI IL VOSTRO INDIRIZZO E-MAIL.TO RECEIVE OUR INVITATIONS BY ELECTRONIC MAIL, PLEASE SEND US YOUR E-MAIL ADDRESS.
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