|
MORENO FORTUNATO
MORENO FORTUNATO
"SEGNALETICA IDEOLOGICA"
07
MARZO - 14 APRILE 2009

INAUGURAZIONE SABATO 7 MARZO
ORE 18.00




°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°



"SEGNI DEL TEMPO"
Le opere recenti di Moreno Fortunato sono
una sorta di metafora visiva dentro la complessità e le emergenze del nostro
tempo. L'artista si serve di una mappa di segni che identificano la città, in
particolare la strada: l'icona dell'omino che scatta con il verde o si arresta
di fronte ad un divieto di transito, i semafori e i cartelli che regolano la
circolazione, sono sagome chiaramente riconoscibili, riferimenti visivi che
condizionano l'attuale paesaggio urbano.
Le opere, quasi esclusivamente su legno, presentano inserti di materiali diversi
volti a identificare figure che, nella maggior parte dei casi, offrono spunti di
riflessione, quasi un assunto visivo tramite il quale scatta il paradosso,
l'ironia, la contraddizione di un mondo apparentemente libero.
Le immagini pop in rilievo del divieto di sorpasso, delle deviazioni obbligate,
dell'auto trainata da mezzi meccanici, si mettono in rapporto dialettico con lo
sfondo dell'opera, occupato spesso da geografie planetarie e trafficate corsie
autostradali pervase da autocarri datati che immettono alla variegata simbologia
del viaggio, al desiderio inconfessato di cambiare rotta, di uscire da una
dimensione di vita chiusa e asfittica.
Sapientemente resi con un disegno a matita netto, dentro prospettive e scorci
rigorosi, gli scenari urbani vivono, come in una foto in bianco e nero, su un
fondo trattato a biacca che esalta la qualità dell'immagine, la precisione della
linea e insieme la valenza comunicativa.
Moreno Fortunato parte da un sistema codificato di segni, universalmente noti,
per porre interrogativi, per coinvolgere l'occhio di chi guarda in un'azione
costante di decifrazione, di lettura al di là della pura visibilità, verso un
potenziale orizzonte di senso che costituisce l'essenza e la ragione d'essere
dell'opera.
Il segno che diventa disegno per l'impianto realistico mai privo di riferimenti
cromatici, attesta la singolare abilità dell'artista nella realizzazione delle
composizioni scelte e offerte allo sguardo: il rosso che gronda da un semaforo
isolato, innalzato come totem della modernità, diventa vessillo di pericoli e
insidie, memoria di sangue recente, ferita aperta e quasi insanabile. Monito
forte ad un tempo presente che ci riguarda e ci appartiene.
°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°
The recent works by Moreno Fortunato
express a sort of visual metaphor within the intricacies and emergencies of our
time. The artist uses city signs, specifically street signs: the icon of the
walking man if it is green or stopping if there is a no throughfare sign,
traffic-lights and the signs that rule the road traffic are easily recognisable,
visual references dotting the urban landscape.
The works, almost exclusively on wood, have inserts made of different materials
to identify figures often subject of consideration through which the irony and
contradiction of a world apparently free becomes evident.
The pop images of the "no overtaking", "one way", "car removing area" connect
with the background of the work, often the world map or busy highways, hinting
to the symbology of travel, to the unconfessed wish to change, to get out from a
closed and suffocating dimension of life.
Skilfully drawn with neat pencil signs into perspective and strict views, these
urban landscapes come alive, as in a black and white photograph, on a cerused
surface enhancing the quality of the image, the precision of the line, raising
the importance of communication.
Moreno Fortunato uses a system of codified signs, known in the whole world, to
enquire, to push the viewer toward a constant effort of decoding, of
understanding behond the visible, toward a potential meaning which is the
essence and the actual meaning of his work.
The sign that becomes drawing always with some chromatic reference, shows the
ability of the artist in the chosen composition: the red that drips from a
lonely traffic-light, almost a totem of today's life, becomes a warning of traps
and dangers, memory of fresh blood, open and incurable wound. Strong warning
that concern us and belongs to us.
(Lorena Gava)
Moreno Fortunato, nato a S. Donà di Piave nel 1961.

"divieto"
cm48x60,5
2007 "Rosso?divieto"
cm84x61 2007
MORENO
FORTUNATO
"ESORTAZIONI"

22
SETTEMBRE - 6 NOVEMBRE 2007
Inaugurazione
Sabato 22 Settembre 18:30
"Esortare: cercare di convincere qualcuno a dire o
fare qualcosa." Dal dizionario della lingua italiana Garzanti. Quindi le
"esortazioni" sono parole che esortano, che invitano. Questo il titolo
della mostra di Moreno Fortunato. Una serie di quadri che sollecitano il
pensiero di chi guarda. Ingenuamente egli si serve di alcuni segnali stradali,
d’obbligo o di pericolo, o che segnalano attenzione, ma al di là di questo
realismo pop resta l’operato pittorico molto fine, cioè eseguito
coscienziosamente con matita sul fondo biaccato del compensato ed eseguito in
maniera realistica. Il che dimostra una sua grande capacità tecnica. Moreno
Fortunato si era già segnalato nella mostra "Uno X Uno" organizzata
in occasione della Biennale di Achille Bonito Oliva, e da lui voluta, nel ’93.
Dopodiché una sua crisi spirituale ce lo fa perdere dentro teorie mistiche ora
abbandonate per questo suo verseggiare per quadri. "Non so perché, ma sono
un pittore che deve sempre dire qualcosa!" e questo suo dire alto è un
dire civile con molti rimpianti.
I suoi soggetti sono strade di città, paesaggi urbani, tangenziali, autostrade
percorse da camion, da auto. Tutte vedute deserte. L’uomo è assente. Egli
appare solo sotto forma di sagoma a cui è interdetta la strada o a cui è
segnalato il percorso obbligatorio da fare! Il tutto sotto il segno scabro e
duro della matita sulla biacca che segna come un aratro la nostalgia per un
mondo migliore. Alcune biciclette ne segnano un desiderio sublimato, così come
alcuni fiori gialli stilizzati segnalano un impercettibile resistere della
natura con api che abbordano i lati di queste opere.
Gustav Jung nella sua monografia sosteneva che in un periodo anch’ egli
assunse un parlare aulico quale tono di una sua figura interiore. Qui Moreno
Fortunato è ritornato con un discorso civile alto. Sa di non essere profeta, o
il Profeta, ecco perché ci esorta solamente. Ci esorta a cambiare. E come si sa
i consigli sono sempre gratuiti i quadri no, essi grondano di rosso pericolo, e
sono fatiche destinate a durare dopo di noi quando sono serie come in questo
caso.
Boris Brollo
From the Garzanti dictionary of Italian language:
"To exhort: trying to convince someone to do or say something."
Therefore "exhortations" are words that exhort and urge.
This is the title of the exhibition by Moreno Fortunato. Paintings that solicit
the thought of the viewer.
He ingenuosly uses some road signs, of warning or obligation or attention, but
beyond this pop realism there is a very fine painting technique, using
conscientiously the pencil on the cerused board in a realistic way. This shows
his great technical ability.
Moreno Fortunato already distinguished himself in the exhibition "Uno X
Uno" wanted by Achille Bonito Oliva during the Biennale that he directed in
1993. Thereafter the artist went through a spiritual crisis and mystic theories
now abandoned for this new versify into paintings.
"I don’t know why, but I am a painter that must always say something!"
and this "high" saying is a civilized one with many regrets. His
subjects are city streets, urban views, by-passes, highways with trucks and cars.
Deserted views. Man is absent. He appears only as a shape that has to follow a
one-way or to which the road is prohibited!
All this with the rough and harsh sign of the pencil on the ceruse that marks as
a plough the longing for a better world. Some bicycles expresses a sublimate
wish as well as stylised yellow flowers signal a subtle resistance of nature
with bees approaching the sides of these works.
In his biography, Gustav Jung asserted that in a certain period, he himself
adopted a stately language as the expression of an inner self.
Here Moreno Fortunato is back with highly civilized subjects. He knows that he
is not a prophet or the Prophet, that’s why he only exhorts us. He exhorts us
to change.
And, as we know that advices are always for free and the paintings not, they
drip of red danger and are efforts destined to overlast us when they are as
serious as these.
Boris Brollo
Moreno Fortunato, born in S. Donà di Piave, 1961.



|