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TOTEM IL CANALE

 

DANIELE MONARCA

" IMPERSONALE SU CARTA"

27 MARZO - 27 APRILE

 

   

 

 

 

disegni su carta / drawings on paper cm 25 x 25

 

Il segno originale, la flagranza del gesto, il tocco da maestro. Ecco, è questo che il conoscitore d’arte cerca nelle opere degli artisti: quel particolare che rivela, in un’epifania di senso, qualcosa di segreto e misterioso. Non sempre accade, perché ci sono artisti che preferiscono ritrarsi, mettere la sordina alle effusioni emotive e, per esprimere le loro idee, adottare strategie differenti.
E’ il caso di Daniele Monarca, ospite per la seconda volta dei suggestivi spazi della galleria Totem-Il Canale per una personale dal titolo tanto programmatico quanto contradditorio di “Impersonale su carta”.
La mostra è costituita da un cospicuo numero di disegni – quasi un centinaio – scelti tra un corpus molto più esteso andato formandosi negli ultimi anni seguendo un modello operativo semplice ma piuttosto rigido.
Ogni disegno, ogni foglio, ha la misura standard, definita all’origine, di 25x25 centimetri. Monarca poi elabora un’immagine – ad esempio una figura geometrica ricamata che fissa e costringe un pezzetto di carta dipinta con una macchia d’olio sul foglio del fondo – quindi ne produce venti esemplari variando molto poco il modello di partenza. Il risultato è un gruppo di disegni, una serie di immagini che si somigliano. Eseguiti venti fogli l’artista cambia immagine e completa una nuova serie di venti con una tecnica diversa.
Un’altra particolarità è data dal fatto che Daniele Monarca predilige tecniche quasi artigianali come il ricamo, il collage, il frottage o le stesure di pigmenti compatte e omogenee. Il pittore cerca insomma, riuscendoci, di eliminare il tocco calligrafico e autobiografico con segni che sono, per quanto chiaramente tracciati a mano, sempre anonimi e impersonali – si direbbe eseguiti dalla mano di un ignoto amanuense; è come se il nostro artista scrivesse omettendo sempre l’invadente, molesto e petulante pronome “io”.
Ogni serie poi è elaborata partendo da pochi elementi, in un’economia attentissima di segni che molto spesso si contraddicono: sono vicoli ciechi, aporie, negazioni, macchine celibi. C’è dunque un argomento comune ad ogni gruppo di disegni, una tensione di fondo che è quella di mettere in scena piccoli conflitti, circoscritte battaglie, furiosi, seppure eleganti, combattimenti. Sono piccoli drammi, narrazioni che non riguardano la vita intima dell’artista e, anche se scrutate con attenzione, sembrano non rivelarci niente di lui; raccontano piuttosto di qualcosa che accade tutt’attorno, nella microscopica frenesia della vita di ognuno o nella macroscopica, minacciosa tragedia del mondo.

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The original sign, the flagrant stroke, the touch of the master. This is what the art connoisseur is looking for in the works of an artist: the detailshowing something secret and mysterious in a meaningful manifestation. It does not&nbs p;always happen because there are artists pref ering to withdraw,to lower the emotions and&nb sp;plan differently how to express their ideas .
This is the case of Daniele Monarca showing for the second time in the suggestive spaces of Totem-Il Canale Gallery w ith a one-man show. The title isboth programmatic as well  as contradictory: “Impersonal on paper”.The exhibition  ;is composed by a large number of drawing s, almost 100, chosen from a much larger& nbsp;amount made in the last few years following asimple but rigid&nbs p;system. Monarca creates an image, for example  an embroided geometry holding a painted piece of paper with an  oil mark on the background paper. He then produces a total of twenty slightly different from the first one. The end result is a group of drawings, a set of images thatresembles each other. Once finished the twenty works, the artist changes technique and completes& nbsp;a new set of twenty.
Another characteristic is that Daniele Monarca prefers almost artisan techniques such  ;as embroidery, collage, frottage or plain compact colours. Thepainter tries, successfully, to eliminate the calligraphic and autobiographic touch e xchanging it with anonimous and impersonal sig ns, obviouslyhand made, one could say done&nbs p;by an unknown person; as if the artist& nbsp;writes avoiding the intruding, annoying, imper tinent “I”.
Each set is then processed starting fr om few elements in a very careful economy of signs often& nbsp;in contradiction: they are cul de sac,&nb sp;aporias,negations, bachelor machines.
Therefore there is a common ground in each set of drawings, a basic tension wanting to show small& nbsp;conflicts, localized battles, furious, if even elegant, fightings. They are little dramas, ta les that have nothing to do with the life of the artist and, even carefully  scrutinized, don’t reveal anythingof him; they rat her tell something that is happening around, in the microscopic frenesy of everyone’s life or in the macroscopic threatening tragedyof the world

Daniele Monarca, Vicenza 1966.

 

        

    BRUNO LUCCA & DANIELE MONARCA

13/03 - 14/04/2010

inaugurazione sabato 13/03  ore 18

 

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                       &nbs p;              "ex post" incisione e stucco mdf cm 50 x 50 2007                         &nbs p;            "serra" olio di lino e pastello su tessuto cm 61 x 51 2009

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    "ex post" incision and stucco on mdf cm 50 x 50 2007                         &nbs p;       "serra" linseed oil and crayon on fabric cm 61 x 51 2009

 

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           &n bsp;            "abnego bianco" cm 100x100           &nb sp;            & nbsp;             ;            &nb sp;            & nbsp;  "serra" cm61x132

 

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LUCCA

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MONARCA

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"Ne quid nimis", nulla di troppo, consigliano gli antichi, cerca la giusta misura, non esagerare,. L'invito all'equilibrio puo' sembrare fuori moda in anni in cui, al contrario, si preferiscono le soluzioni clamorose e si prediligono l'eccessivo, l'ipertrofico, l'extra large. Tuttavia, per alcuni l'invito a cercare la misura giusta - che la leggenda vuole scolpito all'ingresso del tempio di Apollo a Delphi - sembra essere raccolto da Bruno Lucca e Daniele Monarca, gli artisti che la galleria Totem- ilCanale di Venezia presenta con una mostra dal titolo, appunto, "Ne quid nimis".

Lucca e Monarca sono legati da uno strano rapporto, dividono da piu' di dieci anni lo stesso studio, uno spazio di lavoro nel quale la loro ricerca si è sviluppata seguendo traiettorie diverse se non, a tratti divergenti: non vi è nulla infatti che li possa accomunare stilisticamente o li possa costringere in una poetica. C'è pero' un punto profondo e decisivo che li lega (oltre ovviamente a un rapporto di stima e di amicizia che va oltre il piano squisitamente professionale), un particolare che rende questa mostra uno sviluppo naturale di quel loro starsi di fronte in lunghi, silenziosi pomeriggi di lavoro: condividono entrambi una spiccata propensione alla misura, all'equilibrio, alla riduzione formale, lavorano sottraendo e riducendo gli elementi, asciugando, scremando, cercano insomma, ognuno alla propria maniera, immagini essenziali in cui il nulla contende lo spazio al troppo.

Alla sua quarta personale alla galleria veneziana, Bruno Lucca (Nove, Vicenza 1961)ha selezionato per questa nuova occasione un ciclo di lavori recenti dal titolo Serre che si discosta solo in parte dalle grandi tele presentate in passato raffiguranti profili di volti o di corpi, ottenuti con stesure di olio di lino su tessuti colorati. Le Serre sono composte da quadri di dimensioni contenute raffiguranti dei fiori dipinti con cura e competenza. La tecnica di realizzazione di questi quadri è tanto semplice quanto raffinata: l'artista traccia i contorni dei fiori con tratti sicuri e morbidi di pastello bianco su tessuto colorato, blu o bordeaux, sul quale ha steso l'olio di lino puro; l'olio - che ha imbevuto la tela - una volta essicato cristallizza trasformando la stoffa in una superficie che assorbe e riflette la luce in un modo del tutto particolare. L'artista sceglie pero', con un'attentissima calibrazione, di fare risaltare delle zone evitando semplicemente di dipingerle; questi brevi tratti di tessuto non trattato creano delle isole di calore che si aprono spandendosi nel cuore dell'immagine: macchie che si schiudono alla vista con un sorprendente effetto luminoso.

Daniele Monarca (Vicenza 1966)presenta invece un gruppo di opere che fa parte di un più esteso progetto composto da dieci serie di quadri, ognuna delle quali conta a sua volta dieci pezzi; i quadri di ogni serie, che misurano tutti 50x50 cm., per quanto tecnicamente diversi condividono un identico approccio operativo: sono composti da due, tre elementi di opposta natura che si trovano a confliggere. In questa mostra sono esposti gli Ex post , pannelli di MDF, un materiale industriale derivato dal legno che mantiene un'ambigua apparenza naturale, percorsi da una frenetica incisione ottenuta usando con violenta approssimazione un micro trapano per bricolage. Otturando parte delle incisioni con una leggera passata di stucco e una veloce carteggiata l'artista fa tornare in superficie la bianca, ossea, formicolante trama delle incisioni. Sono presentati anche una scelta di disegni che, come i quadri, si sviluppano per serie chiuse di venti pezzi per soggetto. I disegni misurano sempre 25x25 cm e fanno parte di un corpus che conta ormai quasi 500 fogli; anche in questi lavori l'approccio di Monarca non cambia: pochi elementi e molte contraddizioni.

L'allestimento di "Ne quid nimis" (da una parte un lavoro omogeneo, profondo e rigoroso, dall'altra un lavoro anch'esso omogeneo ma polisegnico e vagamente schizofrenico) ricostruisce con naturalezza l'atmosfera dello studio di Lucca e Monarca e restituisce all'osservatore l'idea della loro pittura così diversa per esiti formali e nessi poetici ma anche così simile per il tipo di approccio rendendo visibile quell'equilibrio inspiegabile che ha spinto gli artisti verso questa nuova mostra assieme.

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"Ne quid nimis", the ancients advise not to exagerate, nothing excessive, look for the right balance.

This exhortation to equilibrium can sound out of fashion now when showy, excessive, hypertrophic, extra large solutions are preferred. However, the exhortation to look for the right balance, the legend reports that it was sculpted in the entrance of Apollo temple in Delphi, seems followed by Bruno Lucca and Daniele Monarca in the exhibition "Ne quid nimis" presented at the Totem-Il Canale Gallery in Venice.

Lucca and Monarca are tied by a strange relationship. Since over ten years they share the same studio, a working space in which their artistic research developed following different, sometime diverting tracks: no common style nor poetics. They have, though, a deep and decisive point they share (apart their trust and friendship that is beyond their professional life) a particular point that make this exhibition a natural development to their confronting each other during their long, silent working afternoons: they both share a natural propension to balance, equilibrium, formal reduction. They work through reducing elements, taking off, each looking individually to achieve essential images in which the less competes with the excess.

Bruno Lucca, in his 4th exhibition at Totem-Il Canale, selected a group of recents works titled "Serre" (hothouses) only partially different from the works exhibited previously showing heads or bodies using linseed oil on plain coloured fabrics. "Serre" are small paintings representing accurately and skilfuly painted flowers. The technique is as easy as refined: the artist draws firmly but softly with a white crayon on the blue or bordeaux fabric on which he has used pure linseed oil. The oil, once dry, crystallize, changing the fabric into a surface that absorbes and reflects light in a very peculiar way. The artist chooses very carefully to point out certain parts simply by not painting them; therefore these small areas of fabric create warm islands opening in the heart of the image: spots that open to the eye with a surprising bright effect.

Daniele Monarca presents a group of works, part of a larger project composed by ten groups of paintings, each composed by ten works; the paintings of each group, measuring 50x50 cm each, although technically different, share the same approach: they are composed by two, three elements of different nature that conflict with each other. In this show the "Ex post" are exhibited, panels of MDF, an industrial material derivating from wood that keeps an ambiguous natural look, on which a frenetic incision was made with a violent approximation using a microdrill for do-it-yourself. Filling up part of the incisions with stucco, the artist accentuates the white, bony design. A selection of drawings are presented as well. These, as the paintings, develop in series, each subject composed by twenty pieces. They measure 25x25 cm. each and are part of a corpus of almost 500 sheets. In these works the approach of Monarca does not change: few elements and many contradictions.
The set out of "Ne quid nimis" (on one side a homogeneous, profound and strict work, on the other a homogeneous but with different marks and vaguely schizophrenic) reconstruct quite naturally the atmosphere of Lucca's and Monarca's studio and gives to the viewer the approach of their work, different in the formal and poetics point of view, but also similar, showing that inexplicable equilibrium that has pushed the two artists toward this new exhibition together.

Bruno Lucca, born in Nove, Vicenza in 1961.          Daniele Monarca, born in Vicenza in 1966.

    

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           &n bsp;                          "ex post" incisione e stucco mdf cm 50 x 50 2007            ;            &nb sp;         < /p>

    

""abnego bianco" cm 100x100  

                       &nbs p;            

                     

 

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