Nel mondo intero, sin dall’antichità, il modo di
portare i capelli, la pettinatura o acconciatura, è stato ed è un simbolo di
genere, età, situazione, rango, appartenenza.
Le popolazioni africane sono state particolarmente prolifiche nell’arte
dell’acconciatura sia femminile sia maschile. Può essere la più semplice, la
testa rasata, fino alle più complicate composte da trecce, aggiunte di posticci
con decorazioni di conchiglie, piume, perle di vetro, legno, metallo, osso,
avorio, ecc. I capelli possono essere impastati con grasso, unguenti, tinti con
pigmenti a formare capigliature a volte con costruzioni astratte ed estrose.
Possiamo vedere alcuni generi d’acconciature nelle statue e maschere esposte in
mostra:
Le statue Baulé (Costa d’Avorio) sfoggiano forse le acconciature più elaborate e
raffinate del continente africano. Una testa di marionetta Bamana (Mali)
ricoperta di metallo, mostra trecce adorne di nappe, mentre una maschera della
popolazione Bozo (Mali) ha una pettinatura a cresta e piccole crocchie a formare
quasi un diadema. Un’acconciatura a forma di spicchio di luna è posata sulla
fronte di una bella maschera Ligbi (Costa d’Avorio). Una preziosa testa a doppio
volto di reliquiario Kota (Gabon e Congo) ricoperta di lamine di metallo
sbalzato, ha la tipica acconciatura a punte rialzate.
Alcuni piccoli chignon creano movimento ad una maschera Ibo (Nigeria) col volto
segnato da linee di scarificazione. Sempre degli Ibo è esposta una coppia di
grandi statue che portano con orgoglio alte acconciature a cresta. Infine, un
antenato Luba (Congo) dall’espressione ieratica, ha la tipica pettinatura
allargata con dettagli a croce.
Nella mostra sono esposti anche un gruppo di pettini, strumento essenziale
nell’arte dell’acconciatura e loro stessi piccoli gioielli della scultura
africana.
Mentre nei tempi passati erano solo familiari ed amici ad aiutare a comporre
un’acconciatura, da tempo nelle città e villaggi più grandi hanno aperto negozio
o lavorano all’aperto acconciatori professionisti che pubblicizzano la propria
attività con cartelloni, alcuni dei quali completano l’esposizione, illustranti
una varietà di pettinature moderne e alla moda.
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In the whole world, since ancient times, hairstyling
has been and still is a symbol of gender, age, situation, rank and belonging.
African populations have been particularly versatile in the art of both
masculine as well as feminine hairstyling. It spans from the simplest, a shaved
head, to the most elaborate composed by braids, added hairpieces, decorated with
shells, feathers, beads made of glass, wood, metal, bone, ivory, etc. Hair could
be pasted with fat, oils, dyed with pigments to form abstract and unusual
constructions.
We can see some in the masks and statues exhibited:
The Baulé statues (Ivory Coast) perhaps displays the most detailed and refined
hairstyles of the African continent. The head of a Bamana marionette (Mali)
covered with metal has plaits adorned with tassels while a mask from the Bozo
(Mali) wears a crest with little buns decorating the forehead. A crescent shaped
chignon balance the proportion of a beautiful Ligbi mask (Ivory Coast). The
typical hairstyle with upturned points completes the rare and precious double
faced head of a Kota reliquiary (Gabon and Congo) covered with embossed metal.
Some small buns create mouvement on a Ibo mask (Nigeria) with the face covered
by scarification marks.
The big statues of a Ibo couple (Nigeria) proudly wear high crested hairstyles
and a Luba ancestor (Congo) has the flaring out style with cross details.
A group of combs, small jewels of african sculpture and essential instruments
for the art of hairstyling, are part of the exhibition as well as some barber
signposts.
As once it was only family and friends to help composing a hairstyle, now since
quite a while, people can go to professional barbers that have opened shops or
work in the shade of a tree in the cities and big villages. To advertise their
trade they use colourful signposts depicting a variety of modern and fashionable
hairstyles.